Restanza non è immobilità, è azione!
Essere “devoti al nostro territorio” significa:
Aver compreso che il futuro non si costruisce altrove, ma dove siamo nati o dove abbiamo deciso di mettere radici. La nostra agricoltura rigenerativa è la forma materiale della nostra restanza.
Riconoscere la storia che abbiamo sotto i piedi. Sappiamo bene cosa ha significato per questa terra il prosciugamento del Lago del Fucino: un evento che ha cambiato per sempre l’equilibrio del nostro agroecosistema, rendendoci custodi di un territorio che deve ancora trovare una nuova, autentica stabilità.
- Ripopolare il suolo: Come rigeneriamo il terreno per renderlo fertile, così cerchiamo di rigenerare il tessuto sociale della Vallelonga attraverso la nostra attività.
- Custodia attiva: Essere “Agricoltori Custodi” significa che restare è l’unico modo per non perdere la memoria dei grani antichi, dei legumi… e delle pratiche che hanno definito questo paesaggio per secoli.
- Resilienza climatica e sociale: Restare qui, significa dimostrare che si può vivere (e bene) di agricoltura di qualità, sfidando i cambiamenti climatici e l’abbandono delle terre marginali.
Un patto tra terra e comunità
La restanza per noi è il coraggio di scommettere sul suolo vivo. Sappiamo che se noi ci prendiamo cura della terra — trattandola come il fondamento della nostra fertilità — la terra stessa si farà carico del benessere della nostra comunità.
Non siamo custodi di un museo, ma operatori di un agroecosistema che guarda avanti. Restiamo perché siamo parte di questo organismo vivo, e ogni chicco di grano, ogni sapore che produciamo, è un tassello del mosaico che stiamo ricostruendo insieme.
🌿 #SCICCISALAZAPPA

